Coronavirus, il Presidente di ANDI Pavia: “Evitiamo di cadere proprio ora”

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Caro Socio,

siamo ormai arrivati al quarantaquattresimo giorno dal momento in cui abbiamo deciso di attivarci per offrire ai nostri pazienti e alla cittadinanza le prestazioni urgenti. Sono stati giorni di grande apprensione per la situazione sanitaria e di grandi dubbi in merito al prosieguo della nostra attività ordinaria.

Come anticipato dalla comunicazione del Presidente CAO Pavia Dottor Domenico Camassa, «fin dagli inizi del mese di aprile è stata costituita un’apposita Commissione Nazionale composta dai Presidenti CAO, ANDI, AIO ed esperti del settore, con il coordinamento del Prof. Gherlone, per la stesura di protocolli atti alla ripresa della nostra attività». Questo documento è già sul tavolo del ministro: i ritardi di validazione non sono certo da attribuire al mancato lavoro del tavolo tecnico ma alle solite lungaggini burocratiche che ci accompagnano regolarmente nelle nostre attività.

In ogni caso sento di poterti confermare che non andremo oltre la prossima settimana per conoscerne il contenuto.

Per fortuna la situazione di emergenza è in via di miglioramento rispetto ai giorni passati. Da questo terremoto, però, la nostra professione esce cambiata, con un volto nuovo. Prendiamo quindi ancor più consapevolezza del nostro essere medici ed evitiamo di cadere proprio ora, dopo mesi di sacrifici, preda dell’affanno nel  voler riprendere l’attività a tutti i costi.

Troppe sono state le notizie errate, i consigli inutili, le attrezzature carissime e superflue al fine di attenuare ed arginare il pericolo COVID, troppi i termini non idonei che hanno creato confusione e indecisione sia tra i colleghi che tra i pazienti.

Non buttiamo proprio ora un lavoro di grande sensibilità sociale: mostriamo un segnale di unità. Tutti saremo pronti, tutti avremo le indicazioni per lavorare in totale sicurezza nei nostri confronti, verso i nostri dipendenti e collaboratori e verso i nostri pazienti.

Certo, ci sarà richiesto uno sforzo economico per rifornirci dei DPI necessari ma rassicuro tutti che non partiremo per nessuna missione lunare, e che non dovremo trasformare il nostro studio in una sala operatoria dotata di un flusso laminare o di un filtraggio dell’aria.

Noi odontoiatri siamo sempre stati pronti. Abbiamo sempre sterilizzato i nostri strumenti, disinfettato le superfici dei nostri studi e lavorato su pazienti molto problematici. Siamo sempre stati dotati di dispositivi che ci assicuravano una buona protezione già prima dell’emergenza Coronavirus.

Evitiamo quindi in questi giorni di promuovere le nostre attività raccontando di miracolosi sistemi di disinfezione quando non abbiamo ancora delle raccomandazioni uguali per tutti.

Ti chiedo ora più che mai di tenere a mente tre termini: Consapevolezza, Gradualità e Responsabilità.

Consapevolezza che dobbiamo convivere con questo virus.

Gradualità nel tornare al nostro lavoro, sfruttando i primi giorni come una palestra per meglio definire i tempi necessari alle procedure al fine di mettere in pratica le indicazioni del DVR.

Responsabilità nei confronti di tutti coloro che lavorano con noi, con i nostri pazienti e i nostri famigliari.

 

Camminiamo come un funambolo su di un filo. Ma l’equilibrio non ci manca e intravediamo l’altro capo.

Non cadiamo proprio ora.

 

Il Presidente di ANDI Pavia
Dottor Marco Colombo

Il Presidente di ANDI Pavia, Dottor Marco Colombo
Il Presidente di ANDI Pavia, Dottor Marco Colombo

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