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La notizia è ufficiale: ANDI ha lasciato la Mapfre al proprio destino annullando il contratto che aveva stipulato e tanto caldeggiato fino a pochi mesi fa.

Un contratto che era stato presentato nell’ottobre 2014 come “un’opportunità per la professione e per il lavoro offerta da ANDI” ovvero “l’adesione alla Convenzione Mapfre e la creazione della Rete ANDI”.
(qui il link
)

E tutto questo, dopo le perplessità prima e le critiche e le proteste dopo, sollevate dai Soci che avevano dato vita ad una levata di scudi nel dicembre 2014 che però non aveva sortito grandi effetti.

(qui il CS di ANDI Pavia)

Almeno non subito perché in realtà qualcosa di diverso si è avvertito al Consiglio Nazionale di Firenze dove si è avuta notizia di un primo importante passo indietro di ANDI sulla vicenda Mapfre.
In quella circostanza, infatti, il Presidente nazionale Gianfranco Prada aveva sostenuto, come riferì il Presidente di ANDI Pavia Marco Colombo nella sua relazione al ritorno dall’importante consesso, “come la convenzione Mapfre, pomo della discordia e causa di levata di scudi a dicembre, non sia mai stata l’obiettivo di ANDI”

“Indubbiamente le proteste della stragrande maggioranza dei Soci hanno ottenuto che si modificasse il bersaglio - scrisse allora il Presidente Colombo - dimostrandoci quanto è importante il buon senso e il lavoro fatto da tutti gli attenti dirigenti locali”.
(qui l'articolo).

E fu proprio questa scarsa considerazione delle capacità di valutazione e del buon senso dei dirigenti locali dimostrata da ANDI nazionale che più infastidì i Soci che trovano invece, proprio nella dirigenza provinciale il primo anello di contatto con la complessa macchina dell’apparato sindacale di ANDI e hanno modo di discutere, valutare e soppesare le scelte del nazionale

 

A questo buon senso ha fatto nuovamente riferimento ieri il Presidente Colombo nella newsletter inviata ai Soci per commentare questa ennesima vittoria della capacità di analisi da parte dei dirigenti locali.

“Ma come?? abbiamo lottato e discusso a gran voce per far capire il grossolano errore in cui era caduta la nostra dirigenza nazionale - afferma con un pizzico di sarcasmo il presidente Colombo aprendo il documento -. Nulla. L’errore era nostro, di noi piccoli dirigenti locali incapaci nel vedere le prospettive della professione”.


Il presidente Colombo ricorda poi la parte saliente del documento inviato nell’ottobre 2014 da ANDI e nel quale si spiega l’importanza dell’iniziativa di ANDI.

L’obiettivo di ANDI sarà quello di continuare a sostenere la libera professione dei Soci ANDI, anche inserita in un sistema che permetta ai pazienti di usufruire delle risorse e dei vantaggi derivanti dai Fondi e dalle Casse Mutua. Abbiamo intercettato le necessità di un importante operatore, Mapfre Warranty, che si apprestava a offrire polizze promosse da Cattolica a copertura di prestazioni odontoiatriche e che stava per attivarsi con una propria rete di odontoiatri: siamo riusciti ad ottenere che tale rete fosse formata da SOLI ASSOCIATI ANDI”.
ANDI sta quindi per sottoscrivere un accordo quadro con Mapfre e Mapfre Warranty per garantire l’unità della Rete di aderenti ANDI e la difesa sindacale dei Soci; ANDI, infatti, attraverso la propria forza sindacale potrà trattare regole favorevoli e tutelerà ogni singolo aderente contrastando eventuali future modifiche unilaterali delle condizioni come, invece, molti Colleghi purtroppo stanno già sperimentando avendo sottoscritto singolarmente accordi con altri soggetti e quindi senza la forza del potere contrattuale dell’Associazione.

Il passaggio importante adesso è quello di creare la “Rete ANDI” strumento con cui potremo presentarci forti in un mercato che altrimenti ci emarginerebbe: ieri tutti i Soci hanno ricevuto una newsletter sindacale in cui si “consente di aderire alla rete dei dentisti ANDI disponibili a sottoscrivere questo primo accordo ed iniziare questo importante progetto”.

“E ora? - riprende il Presidente Colombo - il 25 luglio 2016 uno scarno comunicato annuncia: “ANDI ha disdetto la convenzione con MAPFRE; non ritenerti vincolato dal precedente accordo”.
Con un colpo di spugna, ANDI cancella tutto; e senza fare cenno alcuno a come possano eventualmente aiutati e sostenuti i Soci che nel frattempo avessero siglato questa Convenzione.

 

Un elemento positivo però esiste e si tratta dell’implicito riconoscimento dell’errore di valutazione commesso dalla dirigenza nazionale e del valore delle considerazioni e valutazioni effettuate dai dirigenti locali.

“La cosa buona è che finalmente hanno riconosciuto un loro errore ma come sempre, hanno fatto e disfatto solo un castello di carte e senza fondamenti, come già dimostrato da tutti noi - sostiene il Presidente Colombo amareggiato nel tono -. Sono convinto che questa dirigenza stia navigando a vista tentando di proporre convenzioni e accordi basati su strani interessi, certamente poco legati alla professione odontoiatrica e al nostro sindacato”.

“Sicuramente ci diranno che era necessario un accordo con Mapfre, che dovevano testare i Soci. Va bene - aggiunge il Presidente di ANDI Pavia estendendo le considerazioni anche alle ricadute generate dagli errori di un simile accordo e alla assenza di indicazioni ulteriori in merito ai costi di tutta questa operazione - ma questo accordo cosa ci è costato? Qual è stata la spesa in questi anni? E visto che i soldi vengono dalle quote associative di tutti noi, credo che fornire una giustificazione e una migliore gestione sia auspicabile per il futuro”.

E se è comprensibile il disagio per questa situazione non voluta e tanto osteggiata dalla dirigenza locale, è ancora più comprensibile l’auspicio che sia fatta chiarezza e giustizia per chi ha agito con tanta leggerezza: “Il malessere per questi giochetti sta superando l’entusiasmo per il mio ruolo. Qualcuno dovrà pagare, prima o poi”.

 

 

Pavia, 27 luglio 2016

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