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Grande successo all’ultimo corso di sabato 17 settembre dedicato al tema “Riabilitazione orale nella quotidianità del terzo millennio: sinergie clinico-tecniche per una funzione estetica integrata”. Relatori di grande livello come il Professor Mario Bosco docente al Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche Sezione di Odontostomatologia-CLOPD dell’Università di Pavia e il Dottor Andrea Cavada segretario culturale di ANDI Pavia e con loro anche il signor Renzo Revelant odontotecnico e presidente di Q.E.T. (Qualità, Etica, Tecnologia) e il signor Massimo Cairo anche lui odontotecnico libero professionista.

Ne parliamo con il Presidente di ANDI Pavia il Dottor Marco Colombo, presente insieme con tantissimi associati che hanno affollato l’Aula Magna del Collegio Volta.

“Il corso di sabato nell'ambito del nostro programma culturale non ha tradito le attese e d’altronde non avevo dubbi sull’interesse che avremmo suscitato invitando il Professor Bosco e tanto meno del fatto che avremmo assistito all’ennesima dimostrazione delle sue ben note capacità di trasformare il difficile quotidiano del nostro lavoro in una semplificazione disarmante e capace di produrre risultati entusiasmanti”.

Grande successo anche per il Segretario Culturale Dottor Andrea Cavada. “Certamente, il nostro Andrea ha saputo trasferirci il dubbio sulla visione estetica effettuata da occhi diversi e ci ha fatto riflettere su cosa sia veramente bello e per chi, proponendo l’analisi dello studio da lui seguito sulla percezione di gradevolezza di modifiche morfologiche nel settore anteriore della bocca”.

Una mattina che si prospettava ed è stata per la gran parte, davvero di grande interesse ma che ad un certo punto si è trasformata in un percorso accidentato. L’intervento del signor Revelant presidente del Q.E.T. ha prodotto non pochi mugugni e commenti critici da parte dei Soci presenti in Aula. Cosa è accaduto e come valuta la cosa?

“In effetti l’unico neo di questo incontro, e che ha lasciato l’amaro in bocca a me e a tanti dei presenti - spiega il Presidente Colombo - è stato proprio questo intervento (che nelle ore successive mi ha fatto molto riflettere). Durante la sua conferenza, infatti, il signor Revelant, che fa l’odontotecnico e collabora magnificamente con il Professor Bosco, ha però più volte sforato dal suo ruolo e dal proprio ambito di competenza invadendo un campo che non  gli è pertinente, ed effettuando, come si direbbe nel calcio, una serie di interventi a gamba tesa. E queste sortite non consone hanno suscitato reazione tra i presenti”.

Una serie di sortite fatte per altro, in un momento particolarmente delicato proprio nel rapporto fra odontoiatra e odontotecnico, come prova il dibattito aperto nel settore per alcune uscite e decisioni che hanno sollevato proteste e interventi da parte proprio di ANDI.

“E’ così, infatti - spiega il Presidente Colombo - perché proprio ora che vediamo gli odontotecnici iniziare ad alzare la voce per reclamare un ruolo che esula dalle loro competenze e pertinenze, e proprio ora che l’ANDI sta cercando di lavorare per impedire un’invasione di campo da parte del settore degli odontotecnici, uscirsene con interventi così “decisi” nei confronti dei pazienti, come quelli espressi dal signor Revelant, significa voler agitare le acqua proditoriamente pro domo sua e non per il bene del paziente; ed è inevitabile che queste parole mi abbiano lasciato ben più di qualche dubbio, per non parlare del senso d’imbarazzo provato nei confronti di una platea che, giustamente, ha lasciato trasparire qualche mugugno”

In questo momento, infatti, l’argomento è davvero tra i più caldi e spinosi nel rapporto fra odontotecnici e odontoiatri, dal momento l’ANDI dopo le polemiche con ANTLO ha ribadito che “l’odontoiatra è legittimato a realizzare le protesi in studio” ed è anche contemporaneamente scesa in campo a tutela dell’odontoiatra e contro la decisione della ASST di Sondrio che appare tutta tesa a legittimare la scelta dell’odontotecnico da parte del paziente. Un’aberrazione della normativa, fra l’altro.

“E’ proprio perché stiamo attraversando un momento così agitato e complesso - aggiunge il Presidente Colombo - che sabato mattina ho scelto di evitare qualsiasi forma di polemica durante la relazione, non solo per una normale forma di cortesia e di buona educazione e per evitare di interrompere un relatore che ha mostrato certamente indubbie qualità professionali. Resta però indubbio il fatto che sia per il mio ruolo professionale di odontoiatra, sia per il mio ruolo sindacale, non è pensabile che io possa condividere le parole e le posizioni esposte dal signor Revelant durante il nostro incontro”.

La considerazione del Presidente di ANDI Pavia è legata a ragioni etiche, professionali e normative e non possono che confluire nella conclusione più logica ovvero nel rispetto per il lavoro di ciascuno ma proprio per questo, nel rispetto dei propri ambiti e pertinenze.

“Ad ognuno il proprio lavoro - ribadisce il Presidente di ANDI Pavia concludendo - Noi, odontoiatri preparati dobbiamo essere in grado di gestire il paziente e di comunicare le informazioni che riguardano il paziente, nella loro interezza e completezza. Siamo preparati anche per poter fornire le necessarie documentazioni ai nostri collaboratori, sempre più moderni e all’avanguardia ma tutto ciò non toglie che si devono comprendere i diversi ruoli e compiti evitando sconfinamenti non solo inutili ma pericolosi per la sicurezza del paziente e contrari alla legge. Almeno finora, e fino a quando la legge attuale sarà in vigore, i nostri collaboratori sono tali e tali devono restare, evitando sconfinamenti nel nostro ambito e provvedendo a relazionarsi in forma diretta con i pazienti. Nessuno toglie loro mai nulla e i nostri successi sono anche i loro successi ma la titolarità e la cosiddetta “faccia” rimane pur sempre e deve rimanere, la nostra”.

Pavia, 18 settembre 2016

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