Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, all’art. 1 comma 789 è stata disposta la sospensione dell’obbligo di iscrizione al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) per specifiche categorie professionali. Tra queste rientrano gli Odontoiatri che esercitano la propria attività in Studi non costituiti in forma d’impresa.

Per questi, infatti, la tracciabilità dei rifiuti pericolosi è già adeguatamente assicurata attraverso un sistema consolidato: la delega al trasportatore autorizzato per l’emissione del Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR). Inoltre, tali studi professionali sono già esentati dall’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti, in virtù delle normative vigenti che riconoscono la natura e le dimensioni contenute della loro attività.
Sin dall’introduzione dell’obbligo, ANDI ha ritenuto che l’iscrizione al RENTRI per gli studi odontoiatrici costituisse un ulteriore e ingiustificato aggravio, sia in termini di costi diretti per i professionisti sia di complessità burocratica, senza apportare alcun beneficio concreto o miglioria al sistema di tracciabilità già operativo. Per questa ragione, sempre ANDI ha intrapreso un’azione articolata e determinata, sviluppata su più fronti e attraverso diverse iniziative che hanno sostenuto e accompagnato la proposta di emendamento fino all’intervento legislativo finale.
Il risultato di questa azione di ANDI è la esclusione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI di tutti i produttori di rifiuti pericolosi che non sono organizzati in forma d’impresa, categoria nella quale rientrano a pieno titolo gli studi odontoiatrici.
Questo importante risultato rappresenta non solo un successo per la categoria odontoiatrica, ma anche un ulteriore dimostrazione che la relazione oggi esistente fra la nostra Associazione e la pubblica amministrazione consente di distinguere tra adempimenti realmente utili e sovrapposizioni normative che generano solo inefficienze e costi inopportuni.