Vi segnaliamo che l’Agenzia delle Entrate (Risposta all’interpello n. 909-259/2026) ha chiarito che l’imposta di bollo di 2 euro dovuta sulle fatture esenti IVA superiori a 77,47 euro costituisce un onere proprio del professionista e, se addebitata al cliente, rappresenta un’integrazione del compenso professionale.
Di conseguenza:
- Per gli odontoiatri in regime ordinario/semplificato: l’importo del bollo, se richiamato in fattura, concorre a formare il reddito di lavoro autonomo e deve essere incluso nella base imponibile su cui lo studio committente calcola la ritenuta d’acconto del 20%.
- Per gli odontoiatri in regime forfettario: il bollo concorre alla determinazione del reddito, ma non incide sulla ritenuta d’acconto in quanto non prevista.
- Se il bollo viene applicato ma non conteggiato in fattura: il problema non si pone e resta un onere a carico di chi emette la fattura.
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Vi consigliamo di leggere con attenzione l’allegato al link qui sopra e, se necessario, di rivolgervi al vostro commercialista per le più opportune valutazioni.
